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MEDITA: una risorsa multimediale per la didattica

La mediateca digitale di RAI Education entra nelle scuole.

A cura di Giuseppe Di Tonto

Si è aperta da maggio 2007 una nuova opportunità per i docenti italiani disposti a sperimentare tecnologie informatiche e strumenti didattici collaborativi.  Medita, la mediateca RAI

Grazie ad un accordo sottoscritto tra Rai Educational e Ministero della Pubblica Istruzione, è finalmente disponibile per i docenti di tutti gli ordini e di tutte materie di insegnamento, MEDITA, una delle più grandi mediateche didattiche d’Europa, costruita con una ricca selezione di materiali video a carattere formativo e informativo, provenienti dagli archivi della RAI — Radio Televisione Italiana.

Con le sue 1100 ore di filmati, ricostruzioni e mappe interattive aggregati in 2500 unità audiovisive e organizzati per materia, ordine scolastico e ordine alfabetico, Medita si presenta alle scuole come una sorta di enciclopedia multimediale on-line e uno strumento di ausilio all’insegnamento e alla formazione tra i più ricchi tra quelli disponibili nel panorama mediatico italiano. E tutto questo viaMedita, la mediateca RAI a scuola Internet nel sito www.medita.rai.it dove è infatti possibile vedere immediatamente i filmati e i diversi oggetti multimediali messi a disposizione dalla Rai e da mediateche pubbliche di livello regionale e provinciale, in un’ottica di condivisione e distribuzione di contenuti.

Medita è un progetto Internet a “numero chiuso” dedicato ai docenti italiani, sarà sufficiente registrarsi sul sito per ricevere una password di accesso. Tutti gli strumenti della mediateca possono essere fruibili tramite una normale connessione ADSL o superiore.

E fin qui sembrerebbe trattarsi di un archivio al quale attingere materiali didattici da visionare. In realtà MEDITA offre qualcosa in più sul piano della condivisione delle esperienze, infatti, una volta selezionata l’unità audiovisiva, il docente potrà:

  • inserire e pubblicare contributi didattici da lui prodotti (documenti di testo, immagini, audiovisivi, slides, fogli di calcolo, etc), con lo scopo di integrare, approfondire, esemplificare o sviluppare alcuni aspetti trattati o suggeriti dalle unità presenti nell’archivio della mediateca.
  • Visualizzare i contributi che altri docenti hanno inserito per quella unità audiovisiva.
  • Costruire percorsi didattici personalizzati da condividere con la community degli utenti di Medita. Il sistema permette infatti di selezionare fino a un massimo di 5 unità audiovisive di Medita e di riprodurle secondo un ordine stabilito dallo stesso docente.  

Sia i contributi che i percorsi didattici personalizzati dei docenti saranno validati dalla redazione di Medita prima della pubblicazione in rete.

L’iniziativa merita, senza alcun dubbio, l’attenzione dei docenti e del mondo della formazione perché ha innanzi tutto il merito di rendere disponibile al pubblico il patrimonio inestimabile della mediateca della RAI che purtroppo fino ad oggi non è stato sfruttato in modo adeguato per scopi didattici e formativi e soprattutto in un possibile e logico collegamento con le esigenze della scuola.

Detto questo si apre il capitolo dei problemi e delle domande che accompagnano un’iniziativa del genere. Pensiamo ad esempio alla qualità del materiale selezionato rispetto al patrimonio esistente, alle competenze possedute dai docenti di usare queste unità audiovisive nella progettazione di sequenze didattiche, alle possibilità reali di uso di questi strumenti rispetto alle dotazioni tecnologiche delle scuole (laboratori, collegamenti adsl veloci, etc.) e altre questioni ancora potrebbero essere sollevate.

Ma per evitare che le nostre osservazioni possano apparire “disfattiste” rispetto all’iniziativa abbiamo pensato di simulare l’uso di questa risorsa nell’insegnamento della storia. Nei prossimi articoli, che pubblicheremo con cadenza quindicinale su questa notizia, proveremo a “testare” l’ambiente MEDITA. Analizzeremo un campione rappresentativo di unità audiovisive di storia, ne valuteremo le caratteristiche comunicative e didattiche, aggiungeremo contributi e costruiremo percorsi personalizzati provando a sperimentare nelle classi l’uso di questi strumenti, per poi darne conto ai nostri lettori.

E se nel frattempo, questa esperienza dovesse essere condivisa da altri docenti, anche di altre discipline, saremo ben lieti di darne conto sul nostro sito.

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