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Storia digitale e didattica - Materiali del convegno

XIV ASSEMBLEA NAZIONALE CLIO '92

STORIA DIGITALE E DIDATTICA

 STRUMENTI DEL WEB E NUOVE PRATICHE DI INSEGNAMENTO E APPRENDIMENTO DEL SAPERE STORICO

 NOTIZIE SUI RELATORI E SUI TEMI DELLE RELAZIONI

 Sabato 26 febbraio 2011 - ORE 9.00 

 

  

Ernesto Perillo, Presentazione del convegno - Clio '92                                                                        

 

Ernesto Perillo, ri-cercatore di storie. Ha insegnatoitaliano e storia negli istituti superiori e dal 1986 è stato ricercatorepresso l'Irrsae/Irre del Veneto. E' autore di saggi e testi sulla didatticadella storia. Fa parte dell'Associazione Clio '92 e del gruppo di coordinamento della Rete di storie a scala locale di Peseggia (VE). 

 

 

Stefano Vitali, Archivi digitali, Soprintendente archivistico per l'Emilia Romagna
 
Abstract dell'intervento

Il Web offre opportunità molteplici e varie a chi voglia sviluppare una didattica della storia che basandosi sulla ricerca, l'identificazione, l'analisi, la contestualizzazione, la valutazione e l'interpretazione di documenti storici, educhi non solo al ragionamento storico, ma alla riflessione critica sulle molteplici fonti d'informazione che ci circondano e in particolare su quanto può essere reperito sulla Rete.L'utilizzo di riproduzioni digitali di documentazione storica nei suoi variformati (testuali, grafici, audiovideo,ecc.) – oggi così diffusa in Internet – pone infatti problemi non secondari in ordine all'affidabilità dei soggetti responsabili dei siti web e delle riproduzioni digitali, nonché alle modalità con cui queste sono realizzate e pubblicate. Occorre che gli insegnanti di dotino (e dotino gli studenti) di strumenti metodologici in grado di confrontarsi criticamente con tali riproduzioni e i siti in cui possono essere reperiti. Da questo punto di vista i siti web di istituzioni, quali gli archivi di stato, gli archivi comunali edi altri enti pubblici, nonché gli istituti culturali (quali ad esempio la rete degli Istituti della Resistenza) costituiscono un indubbio punto diriferimento. Mentre a livello internazionale, la messa a disposizione di riproduzioni digitali di materiali documentari espressamente organizzati per una didattica della storia e degli archivi occupa uno spazio rilevante in tali siti, in Italia ci si limita in genere a segnalare le iniziative laboratoriali praticate secondo canoni tradizionali. Una maggiore iniziativa in questo campo per sviluppare una più attiva presenza sul web attraverso la collaborazione di archivisti ed insegnanti potrebbe contribuire al rinnovamento delle metodologiedi insegnamento della storia

Stefano Vitali, dopo aver lavorato a lungo presso l'Archivio di Stato di Firenze, dove si è occupato fra l'altro di vari progetti di informatizzazione, è attualmente Soprintendente archivistico per l'Emilia-Romagna. Ha svolto un'intensa attività a livello internazionale, ricoprendo anche il ruolo di presidente del Comitato per gli standard di descrizione del Consiglio internazionale degli archivi. Ha tenuto corsi di archivistica e di archivistica informatica in varie Scuole di archivistica, paleografia e diplomatica e nelle Università di Siena, sede di Arezzo, Torino e del British Columbia (Vancouver, Canada). E' autore di numerosi saggi di archivistica, storia delle istituzioni e storia contemporanea. Ha pubblicato nel 2004 per i tipi di Bruno Mondadori il volume Passato digitale, Le fonti della storico nell'era del computer e nel 2007, presso lo stesso editore, Il potere degli archivi. Usi del passato e difesa dei diritti nella società contemporanea, in collaborazionne con Linda Giuva e Isabella Zanni Rosiello.

Suggerimenti di lettura

Stefano Vitali, Come si diventa digitali negli archivi, Bibliotime», anno IX, numero 1 (marzo 2006) 

 
Giuseppe Di Tonto, Scrittura digitale e scrittura di storia - Clio '92
 
Abstract dell'intervento

La diffusionedi Internet e delle modalità di comunicazione del web 2.0 cambiano  la professione dello storico, nelle sue pratiche di produzione di saperestorico, e di quanti si interessano delle scritture di storia.

Ipertestualità,multimedialità, interattività, condivisione in rete sono alcuni degli aspettiche caratterizzano la nuova "scrittura digitale".

Come cambia laprofessione dello storico nel suo esercizio di scrittura storiografica, dipubblicazione e di condivisione dei risultati della sua ricerca?

In modoanalogo cambiano le scritture storiche manualistiche per la didattica scolastica euniversitaria.

La relazionecerca di descrivere, attraverso analisi di casi, le conseguenze prodotte nellediverse forme di scrittura storica (accademica, didattica, divulgativa) econseguentemente nelle modalità di lettura. 

 
Giuseppe Di Tonto, docente di Italiano e storia negli istituti di istruzione secondaria superiore di Treviso. Autore di pubblicazioni e saggi sulla scrittura per i nuovi media e sulle applicazioni delle nuove tecnologie della comunicazione alla didattica, alla formazione e all’insegnamento della storia. Già docente a contratto di Informatica per le Scienze Umane e Informatica per le Scienze storiche presso l’Università di Bologna. Responsabile del sito dell'Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia Clio '92. (www.clio92.it) 

Suggerimenti di lettura 

Giuseppe Di Tonto“Scrivere per i nuovi media: dal testo cartaceo alla scrittura digitale” in “Informatica per le scienze umanistiche” A cura di T. Numerico, A. Vespignani, Ed. Il Mulino, Bologna 2003 

Giuseppe Di Tonto, ICT and history teaching and learning in Italy - 1989-2003, in “After the Wall – History Teaching in Europe since 1989”, ready in January 2004 in the series ´Shaping European History´ of the Koerber Foundation.

I. Mattozzi, G. Di Tonto (a cura di) Insegnare storiaCorso di aggiornamento ipermediale per insegnanti di storia prodotto dal Dipartimento di discipline storiche per il Ministero della Pubblica istruzione,Roma-Bologna, 2000  

Mauro Palma, Il portale scuola per la storia, Treccani.it 

Giorgio Valdrè, Laura Russo, Editoria scolastica per la storia, Zanichelli 
 
Abstract dell'intervento
 
Un caso di studio: l'ideazione e la realizzazione di un corso di storia per la secondaria inferiore agibile in diversi ambienti di apprendimento.
Problemi:
- la costruzione dell'interfaccia grafica;
- l'organizzazione dei contenuti testuali e visivi;
- l'interazione tra i contenuti disciplinari e le diverse modalità di apprendimento degli studenti.

 
Giorgio Valdrè è il responsabile della redazione storia e scienze sociali della Zanichelli. In casa editrice dal 1983, si è occupato di libri scolastici per le materie umanistiche e giuridico-economiche. Nell'ambito dell'editoria elettronica, ha ideato il sistema aziendale di archiviazione e ricerca delle risorse icononografiche (1988-1990) ed è stato responsabile della realizzazione di banche dati di legislazione e giurisprudenza (1998-2002). 
Laura Russo lavora nella redazione redazione storia e scienze sociali della Zanichelli. Laureata in filosofia, ha conseguito un master in comunicazione della scienza.

  

Ivo Mattozzi, L'insegnamento di storia in ambienti di apprendimento digitali, Università di Bologna - Presidente Clio '92

 

Abstract dell'intervento

 La salvezza della formazione storica dal mondo digitale?

L’incipit di ogniragionamento sulle innovazioni deve essere sempre questo: attualmente l’insegnamento e l’apprendimento della storia mediante gli ambienti di apprendimento cartacei (manuali, libri divulgativi, atlanti, stampati di fonti) non salva la storia insegnata dall’apparire noiosa e poco interessante e nonproduce la formazione storica desiderata. Se siamo sospinti a considerare l’orizzonte degli ambienti digitali, non lasciamo mari tranquilli e portisicuri del mare di carte per navigare in un oceano digitale turbolento einsidioso e incerto.

L’imperativo è quello di cercare i mezzi e i modi di dare senso alla disciplina “storia” pergarantire la formazione decente per un cittadino d’Italia, d’Europa, del mondo.In tale impresa fare i conti con le risorse del mondo digitale è ormai una priorità.

Le riflessioni  sui processi formativi “di tipo disciplinare,o comunque in qualche modo centrata sulle specificità epistemologiche, scientifiche,didattiche di un certo campo di conoscenza, per abitudine (o forse perinerzia), in genere prescinde da un’analisi approfondita dalle valenzeoperative e cognitive delle Tecnologie dell’Informazionee della Comunicazione. A sua volta, la riflessione sulla formazione fondatasulle TIC, in genere, prescinde da ragionamenti davvero analitici su di un loroimpiego nelle diversediscipline e neidifferenti campi di conoscenza e di esperienza. È pertanto urgente  modificare questa mentalità, che rischia diindurre isolamento professionale e superficialità culturale.

D’accordo con questaaffermazione di  M. Ambel e M.Guastavigna (Gli ambienti digitali discrittura e riscrittura di testi) occorre chiedersi come allestire processidi insegnamento e di apprendimento di storia in ambienti digitali; comeprofittare delle potenzialità di questi per esaltare le potenzialità formativedella storia.

Che cosa s’intende con“ambiente di insegnamento e di apprendimento digitale” per la storia? Come laproposta di curricolo delle operazioni cognitive e delle conoscenzesignificative può coniugarsi con un ambiente di insegnamento e di apprendimentodigitale?

Cercherò di dare una risposta, ragionando sulle potenzialità che gliambienti di insegnamento e di apprendimento digitali offrono alle pratiche dellamediazione didattica e del curricolo delle operazioni cognitive e delleconoscenze significative.

La condizione indispensabile: pensare la mediazionedidattica, la storia e il curricolo di storia

Guai a illudere e illudersi che gli ambienti digitali siano perfetti perpromuovere apprendimenti autodidattici, senza bisogno di processi di insegnamentoe della cura dei processi di apprendimento da parte dell’insegnante. L’oceanodigitale va affrontato con idee chiare sulle modalità di mediazione didattica apartire dalla concezione della disciplina e del curricolo destinato a formareabilità cognitive e saperi significativi. Sono le buone pratiche dellamediazione didattica che possono sfruttare al meglio le risorse degli ambientidigitali e sono queste che possono esaltare gli effetti degli apprendimenti bengestiti. Ma occorre che i processi siano incorporati negli ambienti digitalimediante sceneggiature adeguate.

Sceneggiature per i set degli ambienti digitali

Lo studio di un caso di insegnamento e di apprendimento mediante GoogleEarth porterà a presentare possibili sceneggiature di processi che prendano inconsiderazione gli ambienti di apprendimento digitali. 

Ivo Mattozzi insegna Didattica della storia ed anche Storia moderna all'Università di Bologna (Facoltà di lettere e filosofia) e Storia e studi sociali presso la Facoltà di scienze della formazione della Libera Università di Bolzano, istituita a Bressanone. 

E' il presidente di Clio '92. Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia.

La sua attività di ricerca si è svolta in una prima fase su aspetti e problemi della storia economica e sociale dello stato veneziano. In una seconda fase si è rivolta ai problemi dell'insegnamento collegati alla epistemologia e metodologia alla della storia.

A partire dalle esperienze di insegnanti e dalla collaborazione con loro ha ideato una proposta di curricolo verticale e continuativo centrato sulle operazioni cognitive e sulle conoscenze storiche significative.

Si è peculiarmente dedicato al problema della scrittura dei testi storiografici per l'apprendimento e dei testi divulgativi mediante la trasposizione di testi esperti. Ha contribuito alla progettazione ed alla elaborazione di materiali didattici per percorsi museali e per la sala multimediale sugli affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni a Padova (per i dettagli si possono vedere le presentazioni sul sito www.clio92.it).

Ha in corso la collaborazione con La Vita Scolastica - rivista didattica per la scuola primaria - e ha coordinato la produzione di testi scolastiici di storia e di geografia per la IV e V classe della scuola primaria. Suoi articoli sono stati tradotti in spagnolo, in portoghese e un suo libro è uscito in edizione greca.

 

 Sabato 26 febbraio 2011 - Pomeriggio

 2° SESSIONE - ORE 14.30 

 TAVOLA ROTONDA
  
Editoria scolastica e storia. Dal manulae scolastico all'ebook e oltre.
Partecipano gli editori GIUNTI, PALUMBO, ZANICHELLI
Coordina G. Di Tonto                                                                                                       
 
 
3° SESSIONE  - ORE 16.00
 
WORKSHOP IN PARALLELO
 
WS1. Scuola primaria - Coordina Luisa Bordin

Abstract dell'intervento

Nel workshop saranno presentati alcuni CDD realizzati nell’ambito del Progetto Innova Scuola riservato alla Scuola primaria. IlProgetto biennale appena concluso, è stato attuato all’interno della Rete delle storie a scala locale di Peseggia (VE) e ha previsto l’intreccio della ricerca storica con la valorizzazione del patrimonio ambientale-culturale anche indimensione interculturale. Il workshop affronterà, in particolare, gli aspettilegati all’uso didattico del digitale illustrando alcuni esempi di attività concretamente  eseguite o costruite dagli alunni.

 

Luisa Bordin, docente di scuola primaria, è autrice di testi scolastici per la scuola primaria di ambito linguistico eantropologico. Con riferimento alla disciplina storica, coordina laboratori dididattica della storia locale per docenti della scuola di base. Ha partecipato al Progetto ministeriale “Innova Scuola” sull’uso degli ambienti digitali per l’apprendimento. È componente del Direttivo dell’Associazione Clio ’92.

 

WS2. Scuola Secondaria di I° grado - Coordinano Ferruccio 
Manfieri 
(Centro on line Storia e Cultura dell'Industria - CSI Piemonte
 e Loredana Prot (Clio '92) 
 
 
 
 
 
 
 
 

 Abstract dell'intervento 

 
Il workshop presenterà i risultati della collaborazione tra Clio'92 e il Centro On Line di Storia e Cultura dell'Industria in tema di realizzazione di oggetti didattici on line.
Verranno presentate le unità didattiche on line realizzate sulla storia e le storie dell'industria tessile della Val Chisone, coniugando l'approcio metodologico Clio'92 con i materiali digitali e le tecnologie del web 2.0. In particolare verranno approfonditi contenuti e soluzioni tecnologiche dell'unità didattica dedicata alla scuola secondaria di primo grado.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferruccio Manfieri (1967), laureato in Scienze dell'Informazione, ha lavorato dal 1994 al 2004 presso il Centro Ricerche di Telecom Italia dove si è occupato fra l'altro di gestione della conoscenza e di tecnologie dell'informazione applicate alla formazione.

Dal 2004 lavora al CSI-Piemonte seguendo i servizi amministrativi per l'Istruzione della PA piemontese e fa parte del Gruppo di lavoro del "Centro multimediale on line Storia e Cultura dell'Industria" come responsabile delle attività didattiche del Centro. 

 

L

oredana Prot è docente di scuola primaria nell'Istituto Comprensivo "F. Marro" di Villar Perosa (To), da 12 anni è distaccata su un laboratorio di storia che fa riferimento al progetto Un archivio di fonti di memoria tra scuola e territorio.

 

Ha pubblicato esperienze su percorsi a carattere interdisciplinare, alcuni prodotti multimediali e brevi monografie di storia locale, nonché articoli di didattica. Ha collaborato con Enti Culturali e diverse riviste specializzate come La Vita Scolastica, L'Educatore,  L'École Valdôtaine .

 

Fa parte dell'Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia Clio '92, e da anni è impegnata in corsi di formazione in varie scuole piemontesi in qualità di formatore Clio.

 

 

 

 

 

 

 

 


WS3. Scuola Secondaria di II° grado - Coordina Francesca Demattè (Clio '92)

Abstract dell'intervento

L'intervento presenta alcuni Learning Object di Storia parte  del progetto Indire per l’Educazione degli Adulti,  un’unità di apprendimento di storia digitale sotto forma di Webquest sul tema dell’economia-mondo nei secoli XVII-XVIII, la possibilità di esplorare contenuti digitali prodotti per il triennio della scuola secondaria di II grado,  e usufruibili in ambienti di apprendimento digitali dove vengono offerti come materiali a sostegno dell’apprendimento.

Verranno illustrate le scelte tematiche, la struttura e le finalità  dei diversi prodotti, evidenziando in particolare il modello di lavoro collaborativo e partecipativo al quale si ispirano. Attraverso una breve navigazione on line, saranno presentati la costruzione narrativo-dialogica e multimediale degli oggetti, la loro potenzialità di interazione educativa  e gli accorgimenti di progettazione cognitiva  che un docente mette in gioco quando si misura con il mondo del web e con i contenuti dei programmi scolastici.

Francesca Dematté (1955) è docente di Materie Letterarie presso un Istituto Tecnico per il Turismo diTreviso e socia Clio '92.

Ha pubblicato e valutato learning objects per l’apprendimento degli adulti  nell’ambiente Puntoedu.it, moderato forum su incarico dell’Ansas (ex Indire). Suoi interventi appaiono su riviste dell’USRV(Ufficio scolastico regionale del Veneto), sul sito dididattica della storiawww.clio92.it e sui periodici (Quaderni e Bollettino) dell’Associazione, nella rubrica “StoriaeInternet”  all'interno del sito www.treccani.it .

 

 

 

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