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Per iniziare a ragionare su Arcevia

STORIA, PATRIMONIO E MUSICA  AD ARCEVIA

A cura della Redazione

Pubblicate in DVD le lezioni di Arcevia 2006

E' disponibile in dvd l'edizione 2006 della Scuola Estiva di Arcevia. Il cofanetto contenente 9 dvd con  le lezioni dei corsi su "Educazione al patrimonio e curricolo di storia " e "Musica & Storia" costa 35Euro (+ 5 per spese di spedizione)  e può essere ordinato a info@clio92.it 

 

Si è chiusa il 30 agosto scorso la XII edizione della Scuola Estiva di Arcevia tra  suggestivi tramonti e albe speranzose sulle colline e sui castelli marchigiani.

Va detto innanzitutto che gli organizzatori hanno colto nel segno spostando la data  dalla tradizionale settimana di fine giugno all’ultima settimana di agosto. Insegnanti e ricercatori hanno gradito molto riflettere e discutere di ricerca e didattica a chiusura delle vacanze piuttosto che dell’anno scolastico. I due corsi di formazione nei quali si è articolata la Scuola Estiva arceviese hanno visto, infatti, una presenza complessiva, anche se non sempre continua, di circa 140 persone.

Il primo corso, 20 ore dal 25 al 27 agosto, era centrato sull’educazione al patrimonio nel curricolo verticale di storia.

Si tratta di un filone di ricerca che l’Associazione Clio’92 porta avanti da qualche anno, nella stessa Scuola Estiva arceviese del 2003 e del 2004, nel Convegno del febbraio 2005 abbinato all’Assemblea Nazionale dei soci. Il volume Fare e far vedere la storia, curato da Ernesto Perillo e Carla Santini, per le edizioni Polaris nel 2005, ne è una efficace testimonianza. Quest’anno la proposta si è fatta maggiormente precisa, entrando proprio all’interno della pratica didattica curricolare per vedere se, come e quanto sia possibile fare “educazione al patrimonio culturale” insegnando la storia secondo la sequenza curricolare delle operazioni cognitive e delle conoscenze significative, proposta da anni da Clio’92.

Mario Calidoni ha impostato subito il discorso e posto le questioni centrali: definizione di “patrimonio culturale”, quadro normativo specifico e indicazioni ministeriali scolastiche. Soprattutto, rivolgendosi a gente di scuola, ha ricordato che i contenuti del patrimonio culturale per divenire oggetti scolastici devono necessariamente piegarsi alla trasposizione didattica, per cui si pongono tre grandi questioni:

- il rapporto tra sapere teorico e testimonianze concrete, tra sapere generale e sapere locale;

- l’ingresso nell’insegnamento/apprendimento della storia della fisicità  e della simbolicità degli oggetti;

- l’uso dei beni culturali per la costruzione della memoria e per l’educazione temporale.

Ivo Mattozzi nel suo intervento  ha ripreso le questioni approfondendole e ampliandole nel delineare con nettezza la progressione curricolare dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II grado:

- costruzione dei copioni ed educazione temporale;

- costruzione delle disposizioni allo studio della storia;

- formazione del primo sapere storico;

- costruzione della mappa del passato del mondo attraverso la didattica dei quadri di civiltà;

- costruzione della mappa del divenire del mondo attraverso l’esame dei grandi processi di trasformazione;

- approfondimento di tematiche e problematizzazioni storiografiche.

A seguire la serie degli approfondimenti specifici dei vari segmenti curricolari e pratiche didattiche:

Luciana Coltri ha affrontato la questione dei copioni nella scuola dell’infanzia e nelle prime classi della scuola primaria,  Ernesto Perillo ha presentato come sia possibile l’educazione al patrimonio nella ricerca storico-didattica, Antonina Gambaccini e Laura Valentini hanno tratteggiato la didattica dei quadri di civiltà esemplificandone l’applicazione attraverso l’uso dei beni culturali, Maria Teresa Rabitti ha presentato una ricerca didattica sulle trasformazioni della città di Mantova visibili in modo evidente attraverso il confronto tra  carte di diverse epoche e  la città attuale mostrando in questo modo la grande importanza del patrimonio culturale a disposizione, Vincenzo Guanci  ha illustrato quanto possa apparire interessante e perfino appassionante ai giovani uno studio della storia fondato sull’approfondimento di temi e problemi individuati osservando e analizzando i beni culturali di cui il proprio territorio  è ricco.

Cinque sono stati i laboratori nei quali gruppi differenti di docenti si sono dedicati da un lato  visitare pezzi di patrimonio culturale arceviese e, dall’altro, ad escogitare assieme sequenze didattiche che in coerenza con il proprio segmento curricolare tenessero in gran conto l’educazione al patrimonio. La plenaria finale ha dato conto delle interessanti e originalissime attività svolte nei laboratori che hanno affrontato innumerevoli situazioni:

  • i copioni nel gruppo coordinato da Luciana Coltri, Anna Rosa Mancini e Serenella Carotti;
  • i quadri di civiltà nel gruppo coordinato da Antonina Gambaccini e Laura Valentini
  • i processi di trasformazione nel gruppo coordinato da Roberta Ratini
  • la ricerca d’archivio nel gruppo coordinato da Vincenzo Guanci ed Ernesto Perillo
  • la didattica ludica e l’educazione al patrimonio nel gruppo coordinato da Elena Musci.

I questionari di valutazione finale del corso hanno espresso una grande soddisfazione complessiva dei partecipanti.

Il secondo corso, 20 ore dal 28 al 30 agosto, era centrato sul rapporto tra musica e storia, tra educazione musicale e insegnamento/apprendimento della storia.

Il corso ha proseguito una ricerca iniziata nell’edizione dello scorso anno (cfr. il volume Far sentire la storia, curato da Vincenzo Guanci e Carla Santini, per le edizioni Polaris, 2006) e portata avanti quest’anno, aumentando sia il tempo dedicato alle attività di laboratorio sia la partecipazione di musicologi accanto ad esperti di didattica della storia.

Le relazioni iniziali sono state tenute infatti da Ivo Mattozzi, che ha delineato i termini di una complicità tra le due discipline — musica e storia — e, soprattutto, ha mostrato le grandi potenzialità, in termini di crescita culturale, che ha l’intreccio tra il curricolo di storia proposto da Clio’92 e un itinerario di formazione di una cultura storico-musicale.

Due musicologi, Maurizio Disoteo e Paola Besutti, hanno dialogato con storici e insegnanti di storia.

Il primo ha lanciato un’idea molto interessante: come sia possibile insegnare storia a dimensione interculturale utilizzando le musiche; infatti a ben vedere, anzi a ben “sentire” (le musiche),  si scoprono gli scambi e i meticciati tra le varie etnie e, in particolare, tra occidente colonialista e “terzo mondo” colonizzato.

La seconda ha mostrato come sia enormente ricca di fonti per la conoscenza dell’età moderna la storia della musica del periodo; l’esemplificazione è stata condotta sul teatro e l’opera utilizzati come fonti per la ricostruzione storica di ambienti di corte e non.

Infine uno storico come Alessandro Portelli ha mostrato l’uso delle fonti orali e delle fonti sonore e musicali per la ricostruzione storica, facendo riferimento all’opera meritoria del Circolo “Gianni Bosio” e di tanti canzionieri popolari.

Le attività di laboratorio e di approfondimento per gruppi hanno occupato circa dieci delle venti ore del corso.

Elita Maule e Luciana Coltri hanno coordinato il laboratorio “Suonando e danzando costruiamo storia”. Usando in modo intrecciato attività musicali e attività di tipo storico hanno provato a configurare i copioni: ”Usare lo scuolabus/automobile oggi” e “Come si viveva al tempo in cui si usavano le carrozze ne primo Novecento” per bambini della scuola dell’infanzia e delle prime classi della primaria.

Paola Besutti e Maria Teresa Rabitti  hanno delineato, assieme al gruppo di docenti da loro coordinato, un percorso di ricerca per costruire i contesti storici di due epoche differenti, le corti rinascimentali e l’ambiente borghese ottocentesco. Per farlo, però si badi bene, hanno utilizzato testi storiografici, documenti d’archivio e, soprattutto, brani musicali.

Giulio Ghidotti e Stefano Rocchetti hanno proposto al gruppo, di cui coordinavano il lavoro, una fantasia: “Alle origini della musica: sentire la preistoria”. Il lavoro dello storico è anche e per tanta parte “immaginazione”, e così il gruppo ha immaginato i suoni della preistoria, li ha ricostruiti con artefatti attuali e li ha registrati; ha visitato il Museo Archeologico di Arcevia ed ha cercato di ricostruire suoni e rumori che potevano essere prodotti con i reperti del Museo. Anche questa è costruzione di conoscenze storiche!

Maurizio Gusso ha coordinato, assieme a Maurizio Disoteo e Leonardo Rossi, un gruppo di approfondimento che ha affrontato tre piste di ricerca con fonti sonore. La prima, presentata da M. Disoteo ha proposto una didattica della Shoah che possa utulizzare anche musiche di Luigi Nono, in particolare Il canto sospeso, del quale è stato presentato un bellissimo dvd che accompagnava la musica con immagine dei campi e letture di lettere di condannati a morte della Resistenza europea. Leonardo Rossi ha presentato una sua pista di ricerca sulle piazze nelle canzoni dell’Italia repubblicana. Maurizio Gusso ha illustrato una ricerca su “Pluringuismo e multiculturalità nelle canzoni (e nelle biografie) di alcuni cantautori europei (e non)”. Tutte e tre le proposte sono risultate molto interessanti per i docenti del gruppo che hanno ricevuto sollecitazioni piuttosto coinvolgenti per la loro attività didattica nella scuola secondaria di II grado.

Anche i questionari di valutazione finale di questo corso hanno espresso una grande soddisfazione complessiva dei partecipanti.

E’ doveroso anche sottolineare, per tutta la settimana della Scuola Estiva, il clima particolarmente accogliente e gradevole che ha contagiato i partecipanti, favorito anche dalle tante e belle attività organizzate dal Comune di Arcevia e dalla Cooperativa Eidos: le visite ai castelli del territorio di Arcevia, in mezzo ad un incantevole paesaggio collinare, le serate conviviali all’interno dei castelli stessi, l’invito a tutti i corsisti ad una rappresentazione teatrale nel Teatro Misa, un autentico gioiello del patrimonio culturale marchigiano, un concerto per archi in occasione della presentazione del volume degli atti della Scuola Estiva 2005.

Infine, la professionalità altissima del C.A.D., sotto la direzione di Volfango Santinelli, ha garantito le riprese televisive dei due corsi e la prossima realizzazione di appositi dvd che saranno acquistabili al solo costo dei materiali tramite una segnalazione al nostro sito web.

Last but non least, non va dimenticato che l’intera Scuola Estiva di Arcevia è stata possibile anche quest’anno per la disponibilità e il lavoro del personale dell’Istituto Comprensivo sede dei corsi. Crediamo che tutti i partecipanti gli debbano un ringraziamento speciale, in particolare alla dirigente scolastica dott.ssa Verdini e alla coordinatrice prof.ssa Santini.

icon   Il commento sul CORRIERE ADRIATICO del 30 agosto 2006

  icon   Il commento sul CORRIERE ADRIATICO del 1 settembre 2006

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